releasemagazine

Release: rilascio, liberazione; ma anche “nuova versione”, una release 2.0 della nostra vita. Una vita che va cambiata, a partire dalle nostre teste, troppo spesso legate al passato e inevitabilmente condizionate dalla sensazione di declino che attraversa il nostro vecchio Paese.

Per noi, redazione di Beltel, è un riprovarci: releasemagazine è uscita su carta con due numeri nel 2007. Un progetto ambizioso nei contenuti e nella forma. Una rivista dedicata al rapporto fra cambiamento, innovazione, tecnologia e Società, nella speranza di sollecitare apertura mentale e visione sui diversi possibili aspetti di una organizzazione sociale in bilico fra declino e sviluppo.

Ma buon formato, buona grafica e buoni articoli, in inglese e italiano, su carta e distribuiti per posta, non hanno retto ai costi!

Riparte ora come magazine elettronico e blog; stesso obiettivi, attenzione aggiornata agli stessi  temi, con il tentativo di dipanare il declino&sviluppo in chiave “geo-tecno-politica”, superando le banalità globali e cercando le differenze che uniscono, in un mondo che costruisce nuovi confini, sempre più soggettivi e individuali, mentre prova a superare quelli solo geografici. Per capirci: sì all’immigrazione, ai diversi che ci aiuteranno a modificare e modificarci con maggiore energia; sì alla tecnologia buona, ma attenti ai pericoli di protesi che estendono le nostre funzionalità ma anche la nostra fragilità; sì alla cultura dell’immaginazione che apre menti e spiriti rendendoci più sensibili al cambiare.

Comunicheremo con voi facendo un esteso utilizzo di immagini e contenuti multimediali. Le immagini come strumento e messaggio insieme, per ispirare riflessioni e valutazioni da approfondire negli articoli e nel blog.  Apriamo la gallery in home page, con la prima fotografia (in alto a sinistra); sarà questa l’immagine sempre legata all’editoriale: si tratta in questo caso della foto di un vecchio stabilimento in periferia di Milano a Lambrate.

Lì, negli anni ‘50 si faceva la Lambretta: un prodotto, un nome, un luogo che ha caratterizzato il più intenso periodo di crescita, cambiamento e innovazione che il nostro Paese abbia mai avuto.

L’immagine mostra uno stabilimento cadente, in rovina, ma ancora bellissimo e pronto a essere simbolo di ripartenza.

Un banner nella testata, sempre in home page, vi presenterà di volta in volta una occasione di “ispirazione”, per una discussione e analisi da fare sulle pagine della rivista e nel blog. Per iniziare abbiamo scelto Il Concerto, il nuovo film del regista rumeno Radu Mihaileanu, lo stesso del capolavoro Train de Vie. Con un link a YouTube vi proponiamo uno spezzone del film che ci ha emozionato moltissimo, presentandoci uno spaccato diverso su Russia, russi e post-comunismo.

Vorremmo essere capaci di proporvi un linguaggio fresco e immediato, per raccogliere le vostre sensazioni e aprire riflessioni: per preparare insieme una grande prova d’orchestra.